giochi olimpici

Julia Krajewski, prima donna campionessa olimpica di completo


Avessimo dovuto scommettere, di certo in pochi l’avrebbero presa in considerazione, con Campioni del calibro di Jung, Townend, Auffarth, Hoy alla loro ennesima esperienza in una Olimpiade.

Due gare, anzi tre… una gara a squadre, una gara individuale e poi la gara delle nostre ragazze… con i nostri occhi puntati addosso, il nostro tifo da lontano, la nostra voglia di vedere una bella gara.

Susanna, Vittoria, Arianna e… Stefano, a fungere da riserva o anche solo come supporto morale. Una gara in salita, quella delle nostre ragazze che hanno iniziato con il dressage con tre prove sotto la loro media, finendo in ultima posizione. Il morale sotto i piedi, ma lo spirito del completo che riaffiora appena svegli nel giorno del cross, un cross non facile e lo si è visto da subito.

Hanno stupito in tanti, i tre netti nel tempo della squadra inglese, la fermata della Auffarth, il netto nel tempo del 62enne australiano Andrew Hoy, le 11 penalità al 14C che qualcuno ha preso a ragione (e se non fosse stato un breakable avremmo avuto almeno un paio di incidenti) e qualcuno ha preso senza aver urtato l’ostacolo con tanta forza. Di questa faccenda se ne parlerà per giorni, non tanto per Susanna che nel suo piccolo ha fatto un percorso eccezionale, netto nel tempo, ma perché gli 11 punti sono quelli che hanno relegato il due volte oro olimpico al decimo posto dopo il cross. Non avendo visto i passaggi nè di Susanna, nè di Jung su quel salto, ma solo delle fotografie, non azzardo nessun commento, anche perché le mie competenze si fermano molto prima.

Vittoria, con Super Cillious, come al solito ci ha deliziato con un cross bellissimo, per quanto abbiamo potuto vedere, così come Arianna con Quefira. Per entrambe pochissimi secondi fuori tempo (9 secondi per Vittoria e 7 secondi per Arianna).

Purtroppo dobbiamo riportare l’incidente occorso a Robin Godel (SUI) che ha perso il suo Jet Set in seguito all’infortunio durante la caduta sul percorso, per la quale è stata fermata la gara.

Tra un netto e un ritirato, la squadra azzurra è riuscita a recuperare ben 8 posizione, e dopo il cross era settima. Tre cross netti non scontati, appunto come dicevamo.

In testa l’Inghilterra con una differenza punti sulla seconda squadra da far invidia a tutti. Mentre nell’individuale Oliver Townend mantiene la testa della classifica con lo score del dressage. Dal quarto al secondo posto invece, la tedesca Julia Krajewski, si quella che una volta montava Chipmunk, che è stato assegnato invece alla monta di Jung dai suoi proprietari.

Il salto è decisamente fondamentale, visto che i punteggi dei primi cinque sono: 23,6 . 25,6 . 25,8 . 26,8 . 27,5, tutti compressi in una barriera.

Senza stare a fare la cronaca, menzioniamo almeno i nostri: 8 penalità per Vittoria, netto per Susanna e 4 per Arianna. Almeno una (Susanna) è nei migliori 25 e accede al secondo giro di salto, dove farà un errore. Arianna e Vittoria sono rispettivamente 26° e 27°. Townend fa una barriera, non un problema per la squadra, ma passa in seconda posizione dietro alla giovane tedesca.

L’ordine delle squadre al termine della gara è:
ORO – Gran Bretagna
ARGENTO – Australia
BRONZO – Francia
7° Italia

Classifica finale a squadre

Per l’individuale, nel secondo giro sono solo due i netti nel tempo, e sono Andrew Hoy, che recupera una posizione finendo la sua ottava olimpiade con la medaglia di bronzo al collo e Nicolas Touzaint che passa da 10° a 6°. La Krajewki entra per ultima e piazza un bel netto andando a vincere l’edizione Tokyo 2020 dei Giochi Olimpici, anche se con un fuori tempo di un secondo. Al secondo posto l’inglese Tom McEwan a 3,3 punti dalla vincitrice, al terzo Andrew Hoy a 3,60 dalla tedesca.

Andrew Hoy

Eccezionale quarto posto per il giapponese Kazuma Tomoto, settimo dopo il rettangolo, recupera due posizione con il cross netto con 4 secondo fuori e un salto ostacoli netto nel tempo.

Classifica finale individuale

Ci vediamo tra tre anni con le Olimpiadi di Parigi 2024!!!

Tutte le foto by FEI