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Una squadra fantastica e un’Olimpiade pazzesca


È finita anche questa edizione dei Giochi Olimpici per la disciplina del Completo e sicuramente ci ha lasciato con una bella valigia piena di emozioni ed esperienze: la prima cosa che mi viene in mente è che in Italia abbiamo ritrovato dei ragazzi ricchi di talento e tanta voglia di andare avanti e fare bene.

La squadra italiana, come ormai tutti sappiamo, era formata da Arianna Schivo, Luca Roman, Pietro Roman, Stefano Brecciaroli che montavano rispettivamente Quefira De L’Ormeau, Castlewoods Jake,  Barraduff e Apollo. Una squadra formata da un binomio esperto, Stefano e Apollo e tre binomi al debutto alle Olimpiadi e al debutto in un 4*. Per completare la squadra il Tecnico era Andrea Mezzaroba, il veterinario Marco Eleuteri e il Capo Delegazione Andrea White.

clear crossÈ stata una gara molto faticosa, soprattutto per quanto riguarda la prova di cross. Io non sono un tecnico o un cavaliere ed esprimo solo il mio parere: il percorso era veramente molto difficile per essere un’Olimpiade. Nelle passate edizioni dei Giochi Olimpici i percorsi di cross erano studiati affinché tutti i concorrenti, anche quelli che non puntano alla medaglia, potessero terminare la prova. In questa edizione il percorso era un 4* a tutti gli effetti,  con tutte le insidie e le difficoltà che il costruttore francese Pierre Michelet riesce a realizzare e a proporre ai binomi in gara. Se a questo aggiungiamo il fatto che la disciplina del completo è in pericolo di estinzione, sicuramente un  percorso così insidioso non aiuta di certo a far apprezzare il cross ai non addetti ai lavori.

La considerazione non deriva dalle penalità riportate dai nostri giovani cavalieri, ma le fermate, le cadute e le difficoltà incontrate da cavalieri plurimedagliati, e che normalmente durante l’anno affrontano diversi percorsi 4*,  la dicono lunga sull’entità della gara.

Proprio per questo motivo, il fatto che la nostra squadra sia riuscita a terminare le Olimpiadi, con almeno tre cavalieri, è di sicuro di grande soddisfazione. Purtroppo il miglior binomio piazzato in dressage, Stefano Brecciaroli con Apollo, è stato eliminato in cross per aver saltato l’elemento di una combinazione fuori dalle bandierine.  La situazione poteva essere salvata all’istante se Stefano avesse ripetuto l’ostacolo, dopo aver chiesto al giudice l’esito del salto appena effettuato (ora é permesso chiedere in caso di dubbio). Ma questo non è successo, Stefano ho proseguito sul percorso e la giuria è stata costretta all’eliminazione.

I tre cavalli rimasti in gara hanno passato l’ispezione finale senza alcun problema e hanno affrontato il percorso di salto con serenità, un percorso di salto ostacoli e che ha visto solo 13 netti.

Pietro dressageIl miglior binomio italiano è stato quello composto da Pietro Roman e Barraduff, che si sono qualificati per la finale individuale, terminando la loro avventura in 23° posizione. La squadra ha chiuso questa edizione delle Olimpiadi al 9º posto.

La gara ha offerto diversi spunti tra cui la bella sorpresa di riavere William Fox-Pitt ai livelli massimi di competizione, solo 10 mesi dopo il suo incidente in cui è rimasto in coma per diversi giorni. Abbiamo inoltre ammirato, applaudito e tifato il ragazzo cileno Carlos Lobos Munoz che con Ranco ha terminato la sua olimpiadi con la massima onestà e umiltà. Abbiamo potuto apprezzare le gesta dei giovani francesi che hanno vinto l’Oro Olimpico a squadre davanti alla Germania  e all’Australia. Abbiamo visto che si può vincere un argento di squadra con un eliminato e due fermate in cross, di cui una da parte della Campionessa del Mondo in carica Sandra Auffarth con Opgun Louvo. Abbiamo visto anche tanti fuoriclasse come la Klimke, la Auffarth, Tim Price e Fox-Pitt, solo per fare alcuni nomi, che sono capaci di sbagliare, anche loro sono umani. Tutti i concorrenti hanno macchiato la propria gara con una qualche penalità… tutti meno uno.

jungUno che entra in campo per ultimo alle Olimpiadi, come se fosse un deja vu di quattro anni fa… uno che parte con 40 e qualche cosa e arriva con lo stesso punteggio fino alla fine… uno che non tocca una barriera e che monta come una divinità. Lui è Michael Jung e il suo cavallo è Sam. Non ce n’è per nessuno. E l’emozione sale fino alle stelle!!!

In ultimo, non perché meno importante, ma perché rimanga bene impresso nella mente di tutti, un ringraziamento enorme a tutti i groom, e ai nostri Francesca, Nina, Hellen e Luca… per essere sempre pronti a prendervi cura degli atleti più importanti, a cogliere ogni loro cambiamento di umore, ad avere sempre una carezza a disposizione. Abbiamo visto dei cavalli presentati divinamente e anche tanta coesione e organizzazione tra di voi. Non uscite mai allo scoperto, ma siete uno degli ingredienti principali della ricetta magica di un binomio.

groom

Un elogio va fatto anche alla Rai che, pur non avendo trasmesso in televisione gran parte delle gare di equitazione, ma solo le finali del salto ostacoli, ha permesso a tutti gli appassionati di vedere in streaming Web o mediante la app, tutte le gare di completo, dall’inizio alla fine, cosa mai successa prima d’ora.  Pare addirittura che gli utenti in Italia abbiano potuto vedere più gare che non Inghilterra o in Germania dove non tutte le prove sono state trasmesse alla tv o in streaming integralmente. Oltre a questo vi è la possibilità di rivedere tutti i video che sono stati trasmessi in streaming mediante il sito Web www.rai.it/Rio2016  cliccando su calendario e scegliendo lo sport e la disciplina che preferite.

stesso score
Un altro ringraziamento va ai blogger e agli instancabili utenti del web: da EventingNation a Horse&Hound, a AnEventfulLife a tutti i siti di completo del mondo e a Equiratings che ci delizia con chicche fotoniche!!

E grazie anche a tutti quelli che si sono affidati a Eventing Italy per rimanere informati sui Giochi Olimpici di Rio.

Classifica finale individuale   |   Classifica finale a squadre

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